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L’ideale canino di Max
von Stephanitz o
il
tempestivo,
quanto opportuno modello razziale di riferimento?
di Dario Sgroi
Tratto dal Forum Italiano Cane da
Pastore Tedesco
www.forumpastoretedesco.org
In
definitiva, il breve ma intenso prodotto di selezione della
ormai estinta società canina speciale denominata
Philax
1891-1895 costituì un
caposaldo verso la nascitura razza canina che prese il nome
di Deutsche Schaferhunde.
I tempi erano maturi
perché una nuova razza canina potesse trovare una concreta
definizione attingendo dal bagaglio genetico delle varietà
regionali di cane da pastore del tempo (fine '800)
I metodi di
selezione
acquisiti permisero di fissare alcuni aspetti tipologici e
morfologici sufficientemente definiti per elevare un modello
razziale effettivamente rappresentativo di un'etnia canina
in grado di accentrare a sé buona parte delle
caratteristiche fisiche e comportamentali ritenute adeguate
all’ottenimento di un cane in possesso d'una struttura
muscolo-scheletrica tonica e robusta che gli permettesse lo
svolgimento di una vasta gamma di impieghi ausiliari, dotato
d’espressione intelligente, accattivante, oltre che mostrare
un aspetto generale sufficientemente gradevole rispetto le
rustiche varietà di cane da pastore preesistenti.
Tali prerogative determinarono il favore dei cinofili del
tempo e la conseguente ascesa della nascitura razza canina.
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Soggetti selezionati durante
l'esperienza Philax
(tipo
Stoppelhopser)-
Proprietà Capt.
Reichelmann |
Questa è la versione più accettabile per comprendere le
origini (storicamente documentate) del Cane da Pastore
“tedesco” incarnatosi nell’ideale canino preformato di
Hektor Linksrhein, ufficialmente designato tale nel 1899 dal
capitano di cavalleria Max Emil Friederich von Stephanitz -
cofondatore, nonché primo presidente della neonata
associazione cinofila, Deutsche S.V. (Schäferhunde Verein).
In Germania, il cane da pastore per propria indole e
attitudine fu ritenuto concettualmente più adatto alla
definizione di una razza canina di rilevanza nazionale che
potesse esprimere marcate doti di utilità.
Ebbene, i ceppi indigeni di cane da pastore caratteristici
di alcune regioni del centro e del sud, come si è detto,
ebbero una certa diffusione subito dopo l’esperienza della
società canina Philax o perlomeno questa sarebbe la versione
ufficiale. Non bisogna tralasciare altre fonti storiche,
riportate e sostenute dagli zoologi francesi, Mégnin e
Dechambre, giusto per nominare i più noti. Non a caso anche
l'attribuzione delle origini razziali del Deutsche
Schaferhunde ebbe a trovare delle contestazioni più o meno
fondate da parte dei più insigni cinologi francesi sulle
quali, ad onor di cronaca, é opportuno porre quel tanto di
enfasi.
La
Prussia, in occasione della guerra contro la Francia di
Napoleone III (1870-71) ebbe modo di annettere i territori
sul confine renano di Alsazia e Lorena (entrate a far parte
stabilmente del territorio francese solo dopo la I° guerra
mondiale, 1919).
In
uno dei suoi libri (Le Chien), il cinologo Mégnin
attribuisce l'origine dello Schäferhund
al ceppo alsaziano, già preesistente da diversi secoli nella
zona della valle di St. Gregoire ( o del Munster), in
Alsazia appunto (vedi
articolo specifico).
Il
cane da pastore
alsaziano a sua volta avrebbe tratto origine dalla
risultante genetica degli incroci voluti o casuali di una
razza di cane da pastore scozzese (introdotti nella zona
verso il X° secolo) con il lupo dei Vosgi - stanziale in
quel distretto geografico di media montagna.
Si
racconta che a seguito dell'annessione dell'Alsazia, dopo il
1871, i nuovi conquistatori attratti dalle qualità fisiche
e prestazionali del cane di Münster,
avrebbero introdotto questa varietà canina incrociandola con
esemplari di cane da pastore tipici delle regioni germanico-
prussiane.
Ecco, a questo punto è bene esaminare, per quanto possibile,
le varietà tipologiche dei cane da pastore che bene o male
avevano raggiunto una propria identità morfologica e che
risultano documentate (e fotografate) almeno alla fine del
'800.
Nell'allora Impero Germanico unificato (dopo la guerra lampo
con la Francia, nel 1871) la varietà tipologica del cane da
pastore caratteristico del distretto turingio era la più
ricercata perché più confacente ai gusti estetici dei
cinofili del tempo (manto a pelo lungo, semilungo sino al
corto con sottopelo), oltre ad essere dotata di una
particolare dinamicità fisica e caratteriale.
Il
tipo del Wüttemberg,
indipendentemente dalla lunghezza del pelo (vi erano almeno
due specie uno a pelo lungo e l'altro a pelo medio) era meno
richiesto; sebbene di taglia fosse più rilevato,
questo ceppo presentava degli
inestetismi che risultavano evidenti, come le orecchie non
portate completamente erette o divergenti; tuttavia,
un’accurata selezione portò questa varietà nel tempo ad
essere popolare superando anche la
varietä turingia,
per la taglia più
rilevata, per l'ossatura
robusta e per la produzione di movimento più
ampia assicurata da
muscolosi arti posteriori; dal
punto di vista estetico questo
tipo acquistò maggior credito da parte dei sempre più
numerosi appassionati del cane da pastore in Germania. In
verità un'altra varietà tipologica era ben presente, sebbene
si avvicinasse molto a quella del Wuttemberg: quella della
Svevia (Schwaben).
In seguito alla crescente domanda di cani da pastore, da
parte dei nuovi estimatori, diversi commercianti (ed una
parte degli stessi pastori) si adoperarono alacremente per
soddisfare questa richiesta di mercato.
Essi per pochi Marchi reali (allora Reich Marken)
acquistavano degli esemplari canini nel Wüttemberg, in
Svevia, più al centro in Turingia ed Hessen che poi
rivendevano nelle città a fronte di un lauto guadagno (10,
20 volte più del prezzo d’origine), senza badare certo
all’aspetto qualitativo o ricercando i suggerimenti che von
Stephanitz ormai da anni cercava di diffondere ed infondere,
nei cinofili ed in specie ai novizi allevatori di cane da
pastore del tempo.
Fortunatamente ci fu chi rimase fedele ai sani principi di
una selezione, intesa come miglioramento delle qualità da
impiego. E’ bene ricordare fra i pastori Arnholdt
della fattoria di Birkem nei
pressi di Blankenheim (affisso "von
Birkem"), Ehnert di Röden, Gozmann di Glostermainfeld
e Weber di Geussnistz (i quali entrarono a far parte della
novella associazione per il pastore tedesco la Deutsche Schäferhund
Verein -
S.V.)
Di particolare rilievo gli allevatori di cane da pastore nel
distretto di Francoforte, come Herr Sparwasser (a detta di
von Stephanitz, un allevatore amatoriale che preferiva
seguire le tendenze estetiche del momento), Herr Wachsmuth,
titolare dell’omonimo affisso nel distretto turingio. Altri
importanti allevamenti del tempo che diedero vita ai
precursori di Hektor Linksrhein erano nel distretto del
Wuttemberg, l'affisso Plieningen di Herr Hess e l'affisso
Neckarursprung di Herr Sepp di Hilsbach ed il famoso affisso
von der Kröne di Herr Eiselen (cui
appartenne Hektror Linksrhein ceduto poi a Herr Sparwasser,
in ultimo acquistato all'età di 4 anni dal Capt. Max von
Stephanitz ).
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“Luchs von Sparwasser” sz nr 155
WT 01.01.1895 Fratello di cucciolata di Horand,
fu impiegato per la continuità dell’impronta
razziale con ottimi esiti. Da questo esemplare
scaturì una delle principali linee di sangue
portanti per la continuità della razza. Grazie
all’accoppiamento di diverse fattrici con
questo esemplare di pastore tedesco.
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Nonostante il buon operato di diversi operatori cinofili,
era necessario dare una svolta a questa tendenza poco
ortodossa volta al solo scopo di lucro.
Il cane da pastore oltre che conseguire un consenso generale
presso i propri estimatori aveva ormai un proprio bacino di
utenza che occorreva indirizzare in modo costruttivo verso
un modello di cane da pastore “unificato” che avrebbe dovuto
costituire le fondamenta di una futura evoluzione razziale.
I tempi erano maturi per operare una scelta decisiva in tal
senso. Visto ormai il moltiplicarsi degli incroci tra
esemplari caratteristici dei diversi contesti territoriali,
la contestuale scoperta del “tipo morfologico e caratteriale
ideale” incarnato da Hektor costituì una adeguata quanto
appropriata risoluzione ad un’esigenza generale: la
definizione di un’unica razza di cane da pastore
rappresentativa dei vari Länder (distretti regionali) e
dell’intera nazione, un modello di cane talmente valido ed
efficiente da esportare anche oltre frontiera.
Il capitano von Stephanitz da anni era dedito alla ricerca
del modello ideale di cane da pastore. Presso il suo centro
in Grafrath svolgeva una selezione mirata tra i vari ceppi
di cane da pastore ed era sempre pronto a viaggiare per i
vari contesti territoriali della Germania allorquando
riceveva notizie di un dato allevamento o dell’operato molto
attivo e specializzato dei pastori, in specie nel Wüttemberg
o in Turingia.
Ciò che von Stephanitz intendeva riscontrare in un soggetto
di cane da pastore erano in particolar modo delle doti
eccezionali di utilità (che preludevano obbedienza e
capacità intellettive) integrate in una struttura
morfologica idonea. La concomitanza di un aspetto esteriore
gradevole poteva rivestire una certa importanza, tuttavia,
ritenuta di secondaria importanza rispetto la precipua
funzione ausiliaria all'uomo cui il cane da pastore di
Germania doveva essere in grado di assolvere. La svolta vera
e propria, come testé accennato, si ebbe nel 1899 con un
esemplare di oltre 4 anni, Hektor von Linksrhein, rinominato
poi con il nome di Horand e con l'affisso di Grafrath.
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Hecktor von Linksrhein
alias
SZ 1
Horand von Grafrath |
La madre di Hektor, Lene von Sparwasser , corrispondeva
alle caratteristiche morfologiche della varietà turingen
però con evidenti miglioramenti morfologici. Era noto che
l’allevatore Sparwasser del distretto di Francoforte si
riferisse alla vicina Turingia per acquisire gli esemplari
di cane da pastore per il proprio allevamento (i genitori
Greif e Lotte originarono dall'allevamento Wachsmuth, in
Hanau, poi furono rilevati da Herr Sparwasser, tuttavia,
egli doveva avere accesso ad un particolare ceppo genetico
modificato per alcuni aspetti morfologici. Il cap. Max von
Stephanitz per spiegarsi la diversità tipologica della madre
di Hektor, Lene v. Sparwasser (Greif x Lotte) rispetto la
media qualitativa della varietà di appartenenza arrivò alla
conclusione che alcuni esemplari di tipo turingio in qualche
occasione dovevano essersi incrociati (selezione indotta
dall’uomo o naturale) con un cane da pastore di tipo
nordico; ipotesi plausibile anche per la relativa vicinanza
degli ambiti territoriali in questione e per il manto di
color bianco di Greif.
I ceppi tipologici utilizzati per la selezione del cane
da pastore tedesco
Il tipo weiß norddeutscher
Schäferhund presentava generalmente il pelo di pigmento
bianco, sebbene di diverse varietà.
Nel caso specifico doveva trattarsi dello stockhaarig (manto
a pelo liscio di media lunghezza con sottopelo fitto) dotato
di corporatura medio-grande dalle linee corporee gradevoli,
armoniose, buona angolature, d’aspetto più gradevole
rispetto i cani da pastore delle regioni del centro-sud.
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Tipo
norddeutschland Weiß
- fine '800 |
Tipo
Turingio varietà stockhaarig - 1900 ca |
tipo della Svevia var. rauhhaarig 1900 ca |
A conferma di ciò il tipo corporale di
Hektor, riguardo il formato, al garrese misurava ca. 62cm. e
differiva quindi dal biotipo Turingio, di taglia più piccola
(circa 50/55cm). Occorre segnalare inoltre che a seguito
degli esperimenti di selezione canina effettuati dalla
società Philax nel periodo dal 1891 fino al 1895, furono
utilizzati vari ceppi di cane da pastore (fra i quali anche
l'alsaziano -
vedi articolo)
allo scopo di fissare delle specifiche caratteristiche
morfologiche e caratteriali. Le varietà utilizzate
spaziavano dai cani da pastore presenti nei comprensori
tedeschi del centro (Turingia, Hessen, Rheinland) e del nord
(Westfalia, Sassonia) utilizzando in specie questi ultimi,
oltre che per apportare geneticamente una maggiore taglia,
soprattutto per attuare delle migliorie di tipo estetico
alle varietà tipologiche che ne abbisognavano.
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Testa di
Malinois - fine 800 |
Beauceron
fine '800 |
Come affermò von Stephanitz nel suo libro –
“in parte, Hektor poteva
anche essere la risultante genetica del breve operato della
società canina Philax”. In ogni caso, vari ceppi di
cane da pastore, con caratteristiche morfologiche simili,
alla fine del '800, popolavano tutto il bacino
mitteleuropeo, sebbene con diversi elementi fisici
esteriori. E’ sufficiente ricordare alcune varietà francesi
più simili al cane da pastore dei territori germanici centro
meridionali come il Malinois, il Beauceron o il pastore
Belga.
In
linea di massima i cani da pastore a pigmento più scuro
(grigio screziato con focature giallastre, nero melangiato o
unicolore) popolavano il centro ed il sud, mentre nelle
regioni più a nord, essi, nei ceppi più integri,
presentavano in maggioranza un pelo dal pigmento bianco
unicolore (altresì con piccole zone di pigmento leggermente
più scuro). Un discorso a parte riguarda il cosiddetto
Altendeutsch (cane da pastore tipo antico) al tempo ancora
presente nelle aree rurali del sud Bayern, Svizzera, ost
Preussien (zona sud-orientale della Germania). Era un tipo
di cane da pastore varietà
zothhaarig di taglia grande, usato per la guardia degli
armenti o sorveglianza della fattoria (vedi “Ruß
von der Kröne“ ; un altro tipo di cane da pastore era il
lang rauhhaarig (vedi Titan von der Kröne)
alcuni esemplari furono adoperati per la
riproduzione, molto limitatamente, nei primissimi anni dalla
fondazione della S.V..
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Tipo
Altendeutscher - varietà
Zothhaarig
Territori a Sud-
sudEst Germania
“Ruß
von der Kröne“
sz 241
- 1900 ca |
Tipo
Wuttemberg -
varietà
Rauhharrig
Territorio del Wuttemberg
"Titan von der
Krone " sz 151
- 1900 ca
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Tipo Turingio - Varietà
lang stockhaarig
1900 ca
Germania centrale (Hessen, Turingia)
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Tipo
della Svevia varietà stockhaarig.
Manto
nero e zone di colore bianche o giallastro
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Tipo
del Wuttemberg - varietà stockhaarig
Cane da lavoro, manto nero con aree giallastri o
chiare |
Tipo
Turingio - varietà a pelo corto - fine 800 |
L’introduzione dei bianchi a nord (solo per citare in tempi
relativamente recenti) probabilmente si ebbe almeno fino al
1600 circa, con l’instaurazione della lega Anseatica (XII-XVII
secolo). Le città del nord di Germania (Lubecca, Amburgo,
Brema), come anche le città di Belgio e Olanda che si
affacciavano sul mare, ebbero grande influenza su tutti i
paesi del Mar Baltico sino alla Svezia ed Islanda, ed anche
nei riguardi della più vicina Inghilterra. E’ facile pensare
che insieme agli scambi commerciali fossero approdati nel
comprensorio nord europeo anche ceppi genetici di cani
nordici. Ritengo che lo
scritto "Oeconomia ruralis et domestica" di Johann Coler -
fine del 1600) bene si presta per spiegare l'introduzione di
questi ceppi di cane da pastore e da utilità nei territori a
nord della Germania dove appunto, nel trattato di zoologia,
Coler descriveva il tipo islandese e norvegese, nella
varietà con il manto a pelo lungo di color bianco, dalla
taglia medio grande e di ossatura robusta che al tempo era
utilizzato ai moli portuali per sorvegliare la merce
scaricata e contenuta nelle balle scaricata dalle navi da
trasporto merci. Il cane dal pigmento bianco in verità era
adoperato sin dai tempi dei romani, in particolare per
badare le armenti, visto il colore del manto che ben si
prestava a distinguersi da quello di un eventuale predatore
(lupo). Già il cittadino romano nel 60 d.C. Columella,
nel suo "De de Rustica" accennava l'uso in terra iberica di
particolari cani che i pastori utilizzavano per cacciare il
lupo. Anche egli intendeva affermare che il pigmento bianco
era il più opportuno perché nell'oscurità della notte ad
esempio, il cane da pastore potesse ben distinguersi dal
predatore, per contro, i cani da utilizzare per la
sorveglianza o la guardia della fattoria, magari verso i
ladri di bestiame o di animali da cortile preferibilmente,
doveva avere il manto di pigmento scuro o nero, anche
unicolore, per meglio mimetizzarsi favorito dalle tenebre
notturne e meglio sorprendere il malfattore, oltre che per
esercitare un effetto da subito dissuadente dal compiere
dei misfatti nei confronti del fattore. In questo scritto si
accenna alla somiglianza del cane, sia con manto bianco che
scuro (per la conduzione del gregge o per la guardia della
fattoria) alle fattezze morfologiche del lupo, quindi la
testa triangolare, le orecchie portate erette, gli occhi
leggermente obliqui e la taglia prossima a quella del lupo.
La dentizione differisce nel senso che la lunghezza degli
incisivi non è paritaria fra cane e lupo, come anche il
raffronto delle dimensioni del teschio.
Un
paragrafo scritto in latino relativo ad un'antica
legge germanica in vigore nel VII° secolo d.c. riportava una
pena detentiva oltre un'ammenda pecuniaria per chi si
rendeva autore dell'uccisione di un cane capace di
contrastare il lupo o che dimostrava una particolare
sonorità nell'abbaio (udibile dalle fattorie vicinanti). La
prima fonte storica attendibile che cita il cane da pastore
come "Schaffhunde" si ebbe molto più tardi nel 1606 grazie
a Conrad von Gessner (naturalista della prima metà del 1600)
il quale lo descrive come abile all'addestramento per la
guardia delle fattorie o degli armenti.
Dal
carattere impavido e coraggioso questa varietà canina era di
costituzione robusta, in possesso di un forte abbaio. Era
solito essere allevato con il manto di colore bianco per
essere distinto dal lupo e non essere cacciato o colpito da
un'arma da fuoco al posto del predatore. Il cane da pastore
era fornito di un collare largo, in ferro, dotato di cunei a
punta a protezione della gola nei combattimenti occasionali
con il lupo.
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Tipologia altendeutscher
Illustrazione di Johannes von. der Hecke
Museo di Numberg 1656 |
Cane da pastore. Illustrazione dal libro di G.
Phoebus.
Particolare del guinzaglio con aculei 1300 |
Cani utilizzati per la caccia (Jadghunde)
Cattedrale di Magdeburgo 1300 ca |
Nel 1701 il naturalista Hohberg nella sua opera "Georgica
Curiosa" conferma e spiega l'utilizzo del colore bianco del
manto per il cane da pastore, cioè secondo lui, il lupo
stanziale attaccando il gregge e ritrovandosi di fronte il
cane da pastore, nel tempo avrebbe anche potuto desistere
dal riferirsi a quel tipo di preda.
In
ogni modo, con la sempre più ridotta presenza dei lupi nei
territori germanici, l'esigenza del manto bianco non era più
ritenuta utile ai fini dell'utilizzo come sopra specificato;
la varietà cromatica del manto ebbe modo di ampliarsi,
almeno per gli utilizzi di lavoro e guardia.
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Diverse
illustrazioni storiche attestano quale fosse il tipo
di cane da pastore utilizzato nelle mansioni di
guardia e di conduzione del gregge ed anche da
caccia. In sostanza fino al 1600 circa la visione
della tipologia morfologica del cane da pastore
utilizzato in Germania con orecchie discese il manto
in prevalenza di pigmento bianco o al massimo
costellato da alcuni punti di pelo di pigmento
variabile dal chiaro-giallastro o un marrone grigio
chiaro. La taglia, eccezion fatta per il cane
utilizzato per la sorveglianza agli armenti o alla
fattoria (con ossatura grossa e formato almeno medio
grande), verteva preferibilmente su di un formato
mediano, dalle prestazioni fisiche eccellenti,
scattante.
Il tipo
adatto alla conduzione del gregge doveva avere
un'ossatura robusta, una taglia media ed una
predisposizione al trotto per poter seguire e
radunare il gregge (percorrendo giornalmente da 2 a
3 volte distanze maggiori rispetto al gregge).
Il cane
da pastore il cui utilizzo preferenziale era per la
guardia era invece di taglia anche più rilevata e
strutturalmente più robusto (tipo Altendeutsch),.
oltre al fisico possente doveva possedere un abbaio
sonoro per dissuadere gli eventuali predatori La
mansione principale del cane da guardia consisteva
nel vigilare ed all'occorrenza affrontare i
predatori di turno che si avvicinavano alla fattoria
(stalla, pollaio, ovile ecc ecc).
Indipendentemente dalle varietà tipologiche (secondo
la mansione affidata), la postura delle orecchie
discesa, in specie, era una costante in tutte le
raffigurazioni storiche nel succedersi dei secoli.
L'introduzione delle varietà nordiche ed il
conseguente insanguamento potrebbe aver determinato
una correzione del posizionamento delle pinne
auricolari ed un conseguente portamento eretto delle
orecchie.
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Petrus de Crescenti. Lupi all'attacco di un recinto
di ovini
Straburgo - Illustrazione del 1494 (Museo germanico
di Numberg) |
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La teoria delle
origini di Max von Stephanitz.
Il prologo storico, con
alcuni dei riferimenti storici apposti, è servito per
illustrare la complessità delle origini del cane da pastore;
ovvero il precursore canino del moderno pastore tedesco. La
tavola posta qui di sotto rappresenta schematicamente la
teoria di von Stephanitz relativa alle origini della razza
nel procedere dei millenni. Le linee genetiche
riconducibili all'attuale pastore tedesco si riconducono a
due ceppi di canis lupus ben distinti fra i quali uno
origina dal lupo di media taglia.
Il progenitore del cane
da pastore che a seguito della selezione moderna darà la
vita alla razza del pastore tedesco, in definitiva è il
canis familiaris optimae o cane dell'età del bronzo.
Il raffronto del teschio
con il pastore tedesco sembra costituire una prova
determinante. Del resto questo progenitore canino era già
una risorsa per l'uomo del tempo poiché lo accompagnava
nelle battute di caccia, o assolveva alle funzioni di
sorveglianza o di guardia, quindi si parla sia di comunità
umane stanziali dedite all'agricoltura o all'allevamento,
come anche popolazioni nomadi, dedite alla caccia ed in
continuo spostamento; in concreto era la dimostrazione
dell'intreccio di profonde relazioni tra uomo e cane e
quindi di una compiuta domesticazione di quest'ultimo.
La collocazione designata
nel grafico per inquadrare il cane da pastore (progenitore a
sua volta del pastore tedesco moderno) è la Germania, come
anche i territori ad ovest, in riferimento al bacino
mitteleuropeo, compresi quindi paesi come Francia, Belgio,
Olanda.
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Le
origini del pastore tedesco
Max von
Stephanitz
tratto da "Der Deutsche Schaferhund in Wort und
Bild". |
Traduzione della tavola originale |
Ad esempio, il Buffon,
naturalista francese vissuto a cavallo tra il sec. XVII° e
XVIII° descriveva due varietà ben distinte di cani da
pastore, uno a pelo scuro con orecchie pendenti dalla coda
portata discesa e l'altro a pelo bianco delle regioni a
nord, con orecchie tese, coda arricciolata, di taglia media.
Quindi al tempo nel comprensorio francese le varietà
razziali del cane da pastore erano simili a quelle che alla
fine del secolo XIX° - come è stato ben documentato da Max
von Stephanitz nel suo libro "Deutsche Schaferhund in Wort
und Bild" - popolavano i vari contesti regionali germanici:
in definitiva un'unica stirpe di razza canina, sfociata poi
nel pastore tedesco, come lo si intese in Horand, grazie al
lavoro di selezione dei primi pionieri della costituenda
razza.
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Cane da pastore –
libro di Buffon 1700
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Cane da pastore
del Nord – libro di Buffon 1700 |
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Diverse
illustrazioni e successive descrizioni presenti
nei testi di celebri naturalisti del 1700
elencavano alcuni tipi costituzionali di varietà
canine molto prossime in somiglianza ai ceppi di
cane da pastore comuni a Francia, Belgio e
Germania. Singolare è il caso del cane da
pastore nordico con pelo di pigmento bianco
rimasto integro nella propria fattezza razziale
sino alla fine del 1800 (vedi disegni dei cane
da pastore, ripresi dalle illustrazioni
dall’opera di Buffon, (naturalista francese del
1700), formato di media taglia e ossatura di
media robustezza, La coda, per il cane da
pastore a manto scuro è leggermente uncinata,
invece abbastanza arricciolata per il tipo delle
regioni a nord di Francia, tendenza questa delle
razze canine dei paesi nordici, come anche le
orecchie portate erette (mentre caduche per il
tipo a manto scuro). |
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